Il dolore all'anca è un problema diffuso nella popolazione mondiale, che si manifesta in particolare con l'aumentare degli anni. La principale causa è una degenerazione dell'articolazione dell'anca dovuta all'osteoartrite. Nonostante sia una condizione molto comune, l'impatto sulla qualità della vita è notevole, perché limita il movimento di un'articolazione fondamentale e procura fastidio nella vita di tutti i giorni: quando si cammina, allacciandosi le scarpe, salendo e scendendo dall'auto.
Cos'è l'osteoartrite
L'osteoartrite è la forma più comune di artrite, e colpisce soprattutto la cartilagine delle articolazioni e il tessuto osseo adiacente. Durante la vita di tutti i giorni le articolazioni del nostro corpo subiscono un processo costante di usura e riparazione; quando si sviluppa l'osteoartrite, la causa è un'usura pesante dell'articolazione oppure un problema nel processo di riparazione. La cartilagine risulta danneggiata e assottigliata, il tessuto osseo sviluppa osteofiti, e i tessuti che circondano l'articolazione si infiammano. Tutti questi fattori producono la sensazione di dolore e fastidio riscontrata nel paziente.
Cosa predispone
- L'età, perché l'osteoartrite diventa più comune con l'aumentare degli anni
- Il sovrappeso, che aumenta il carico che le articolazioni devono sopportare
- Gli infortuni: infezioni precedenti, fratture o danni ai legamenti che hanno favorito instabilità
- Il lavoro e lo sport, quando richiedono movimenti ripetitivi che aumentano il rischio di usura
I sintomi e il compenso
Dolore, rigidità (soprattutto appena svegli, per 20-30 minuti) e un range di movimento limitato sono i sintomi più comuni; un gonfiore locale può verificarsi se l'articolazione è molto infiammata.
I cambiamenti nella struttura dell'articolazione modificano, senza che ce ne accorgiamo, il modo in cui svolgiamo le azioni quotidiane. Un esempio è il modo in cui si salgono e si scendono le scale: con l'osteoartrite l'ampiezza di movimento consentita dall'anca diminuisce anteriormente, posteriormente e nelle rotazioni interna ed esterna. Questi cambiamenti alla biomeccanica dell'anca spostano il baricentro del corpo e aumentano lo stress su adduttori, flessori e muscoli paraspinali. I movimenti di compensazione attuati dal nostro corpo possono contribuire ai sintomi a livello locale, ma anche periferico, come la lombalgia o il dolore al ginocchio.
Un chiarimento necessario. Quanto segue descrive l'approccio chiropratico e l'esperienza dello studio, e non sostituisce la diagnosi, la terapia o il parere del medico. Per un sintomo persistente, che peggiora o che si ripresenta, il primo passo resta la valutazione medica.
Come può aiutare la chiropratica
La chiropratica può dare un contributo nella valutazione e nel trattamento del dolore all'anca. Trattandosi di una condizione di base degenerativa, non è possibile un cambiamento della struttura articolare, ma con gli aggiustamenti, gli esercizi e le tecniche miofasciali si possono ridurre i sintomi e aumentare la qualità e l'ampiezza del movimento.
Gli aggiustamenti chiropratici sono rivolti direttamente all'anca interessata dal dolore, ma non solo. A livello locale, le trazioni veloci applicate dal chiropratico in tutte le direzioni di movimento migliorano la biomeccanica dell'articolazione, creando un allungamento rapido dei muscoli che la circondano e la sostengono, e ampliando il range di movimento. A livello periferico l'attenzione va alla zona lombare, all'articolazione sacroiliaca, al ginocchio, alla caviglia e ai principali muscoli della catena cinematica dell'arto inferiore. Il risultato riguarda il movimento, e insieme l'equilibrio e la camminata.
La parte che spetta alla persona
Una partecipazione attiva è altrettanto importante per arrivare al miglior risultato possibile. È fondamentale uno stile di vita attivo e non sedentario, per mantenere mobile l'articolazione. In caso di sovrappeso, una dieta equilibrata e antinfiammatoria concordata con il medico o con un nutrizionista aiuta a ridurre il carico sull'articolazione.
Il chiropratico può suggerire esercizi per l'allungamento di ileopsoas, quadricipite, tricipite femorale, fascia ileotibiale, piriforme, glutei e adduttori. Può inoltre proporre l'uso di bande elastiche di diversa resistenza, utili per aumentare la fluidità di movimento del femore nell'acetabolo. Infine può essere costruito un programma di esercizi per rafforzare i muscoli che sostengono l'articolazione.
Elisa Vitaliani, DC
