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Sindrome della catena cinetica superiore

Spalle chiuse alla scrivania, scapole che sporgono. Quali muscoli compensano, come nasce l'instabilità e dove finisce la tensione.

Cos'è la sindrome della catena cinetica superiore

La sindrome della catena cinetica superiore è una sindrome dei muscoli che influisce sulla postura della colonna cervicale e della colonna dorsale.

Quali sono i muscoli

I muscoli sono tanti, ma la maggior parte di quelli che causano questa sindrome sono:

  • Il trapezio superiore e il trapezio inferiore
  • I pettorali
  • I romboidi
  • I muscoli del collo, cioè lo sternocleidomastoideo e le scalene

Questi muscoli hanno una tendenza a creare instabilità nella catena cinetica.

Che cosa succede

Quando ci sediamo alla scrivania, o quando andiamo a lavorare in una fabbrica, tendiamo a chiudere le spalle. Questa chiusura ce la portiamo avanti, e come conseguenza si crea un compenso a livello dei pettorali e dei trapezi superiori. I pettorali chiudono davanti, mentre i trapezi cercano di tirare indietro le spalle e invece le tirano su, verso il collo. Finché i muscoli continuano a fare il loro movimento e a compensare in ogni maniera, il tiro è continuo e si crea il compenso a livello cervicale.

Gli altri muscoli del collo, lo sternocleidomastoideo e le scalene, che dovrebbero stabilizzare il collo, lavorano invece molto meno, perché i trapezi compensano per loro. I trapezi inferiori e i romboidi, cioè i muscoli tra le scapole, non vengono utilizzati, e come conseguenza si crea instabilità tra le scapole: si nota sulla postura, con le scapole che sporgono in fuori.

Dove finisce la tensione

  • Fastidi a livello cervicale
  • Mal di testa
  • Bruciore sulle spalle e dietro al collo
  • La sensazione che tirino i muscoli intercostali

Come può aiutare la chiropratica

La chiropratica lavora sul sistema nervoso, creando più armonia nel corpo e diminuendo la tensione sui nervi, il che porta meno tensione sui muscoli. Non solo: la chiropratica può lavorare con i muscoli e con la riabilitazione, per ridurre la tensione su collo e spalle e per rinforzare i muscoli deboli che creano instabilità sia a livello cervicale sia dorsale.

Ciro Roberto Errico, DC, ICSC

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