Una delle domande più frequenti in studio è: dottore, quanto tempo ci vorrà per stare meglio? In passato l'ho chiesto spesso anch'io al mio chiropratico, e ogni volta lui mi rispondeva che ogni corpo è diverso.
È vero, ognuno di noi ha un corpo diverso dall'altro. Nella chiropratica ci sono però alcune guide, o protocolli, che molti chiropratici possono usare per orientare il percorso.
Le tre fasi
1. La fase intensiva
La prima fase è quella intensiva, e inizia dopo la prima visita. In questa fase le persone vengono trattate spesso, e il lavoro serve a togliere l'interferenza sui nervi. In passato abbiamo visto persone stare meglio e poi bloccarsi di nuovo: succede spesso perché la persona percepisce subito meno fastidi, e per questo ricomincia a fare tutto quello che non dovrebbe fare.
2. La riabilitazione
La seconda fase è quella di riabilitazione. Le persone iniziano a venire meno spesso e fanno degli esercizi a casa, per continuare a rinforzare i muscoli e le nuove abitudini. Questo rinforza anche il nuovo input per il corpo, così che l'output sia migliore.
Anche qui vediamo spesso persone che si bloccano di nuovo, perché percepiscono meno dolore e quindi esagerano con i movimenti, oppure perché smettono di venire in studio visto che si sentono meglio, credendo di non avere più bisogno dei trattamenti.
3. Il mantenimento
La terza e ultima fase è il mantenimento. In questa fase le persone vengono una volta al mese o al mese e mezzo, a seconda dei casi. Stanno meglio, fanno gli esercizi, e il corpo continua a lavorare bene.
Perché la chiropratica è un percorso
La chiropratica è un percorso perché noi chiropratici andiamo a lavorare sulla causa e non sul sintomo. Lavorare sulla causa non vuol dire che il corpo reagisca subito: anzi, dopo i primi due trattamenti una persona può sentire gli stessi sintomi.
Un'altra domanda che mi viene fatta spesso è: perché sto ancora male, questa è la terza seduta?
La storia di Maria
Per rispondere facciamo un esempio, raccontando una storia comune a molti pazienti. Dopo tre mesi di mal di schiena Maria viene in studio. Nell'anamnesi scopriamo che soffriva già da cinque anni, e che finalmente si è convinta a provare la chiropratica. In quei cinque anni Maria ha preso antinfiammatori, antidolorifici e altre terapie per alleviare il dolore.
Antidolorifici e antinfiammatori sfiammano i muscoli ma non il nervo, e non lavorano sulla causa. Se ci sono delle ernie, una persona può sfiammare i muscoli con una pillola, ma la causa resta.
In quei cinque anni il corpo di Maria ha compensato per sopportare il dolore. Maria si è abituata a camminare storta, e ha continuato a caricare un corpo che soffriva per un problema di base mai risolto.
Un chiarimento necessario. Quanto segue descrive l'approccio chiropratico e l'esperienza dello studio, e non sostituisce la diagnosi, la terapia o il parere del medico. Per un sintomo persistente, che peggiora o che si ripresenta, il primo passo resta la valutazione medica.
Ciro Roberto Errico, DC, ICSC
